domenica 12 giugno 2011

Madrelingua





Ricordavamo quasi tutto
e tutto è rimasto.

Per forza, la casa.
Le finestre di una certa casa.
Molte finestre, molte donne
aspettano molto di noi.

Un grande terrazzo
– è necessario che ci sia
un grande terrazzo – sul mare.

Le stelle, le lampare,
le luci accese di notte
nelle camere dei figli.

Palermo è tutta un porto.
E – per una volta – il porto
ci parlava a mezza voce,
ci sembrava un altro

se mentre smettiamo
di guardare, guardiamo
ancora.

Palermo è un’isola,
dentro un’isola,
dicono. E intendono
un’isola
grande abbastanza
da perdersi, un’isola
piena di gente
che se ne è andata

per seguire altra gente
che all’improvviso è salita
sul primo carro
merci in corsa per cantare
le canzoni del sindacato.

Perché? Cioè, che cosa
mi spinge fin qui?
Io non sono un fatalista
ma volevo dire un’isola
e mi accorgo che a dividerla
ancora di più dal resto
è soltanto questo specchio
qui dietro l’anta dell’armadio
(per provare vecchi cappelli,
un gilet, un foulard, due
o tre giri di cravatta).
È proprio vero che a volte
la gente è di vetro, è specchio.

E a ben vedere
non è neanche questo,
se ci sono tanti di quei posti
nati dal mare come un’isola
che se non fossi nato qui
e sai che adesso non siamo qui,
ma chi poteva dirlo.
Alla fine possiamo sbagliare
il che non significa niente
assolutamente.

Certo occorre capire
da quale parte stiamo,
quando torniamo.

Oppure non è niente.
In fondo la notte
non fa nulla di male
se ci rende sconosciuti
quanto inutili, vicini.

La notte è notte.

Ma c’era qualcosa
sotto gli occhi di tutti,
tutti guardano
gli occhi.




Da L'amico di Wigner (2011).

lunedì 6 giugno 2011

John Ashbery - La storia della mia vita















The History of My Life

Once upon a time there were two brothers,
Then there was only one: myself.

I grew up fast, before learning to drive,
even. There was I: a stinking adult.

I thought of developing interests
someone might take an interest in. No soap,

I became very weepy for what had seemed
like the pleasant early years. As I aged

increasingly, I also grew more charitable
with regard to my thoughts and ideas,

thinking them at least as good as the next man’s,
Then a great devouring cloud

came and loitered on the horizon, drinking
it up, for what seemed like months or years.






La storia della mia vita

C’erano una volta due fratelli,
poi ce ne fu soltanto uno: io.

Sono cresciuto in fretta, prima di imparare a guidare,
addirittura. Eccomi lì: adulto da fare schifo.

Pensavo di sviluppare interessi
a cui qualcuno potrebbe interessarsi. Niente sapone.

Sono diventato tanto piagnucoloso per quelli che sembravano
i piacevoli primi anni. Più invecchiavo

e più mi facevo indulgente
coi miei pensieri e le mie idee,

nel pensare che fossero buone almeno quanto quelle del prossimo.
Allora una grande nuvola vorace

venne a temporeggiare all’orizzonte, per berlo
in un sorso solo, come fosse stato per mesi, per anni.